Questa dei nani è la triste storia
Il seguito nero inaspettato
D'altra novella finita in gloria
Mentre qui ora vince il peccato.
 
A Dotto il saggio diamo uno sguardo
Giace immoto col capo spiccato
Dal lavoro tornava in ritardo:
Bui rami l'assassino han celato
E della Morte il figlio bastardo
Nel sangue il nano è affogato.
 
Di Pisolo la trista storia sarà assai breve
Era d'inverno la notte e profondo dormiva
Legato mani e piedi si svegliò sulla neve
Con il bianco manto che piano lo ricopriva
L'ultimo sguardo sbarrato di chi per forza deve
Accettar che la bellezza sia anche cattiva
 
Mammolo, Eolo, Gongolo una sera
Giocavano a carte in tre a scopone
Le risa e gli scherni! Che festa leggera!
Sì da non sentir per nulla, e a ragione,
Il sapor di curaro nella birra nera.
Or son immoti per sempre nella magione
 
Brontolo era cuoco per passione
Inventò una ricetta perfetta
Sul fuoco pose il gran pentolone:
Spinto dal calcio di rossa scarpetta
Fece del nano morto da ustione.
E ora solo a uno più spetta.
 
Ultimo a spirare Cucciolo il muto
Ingannato dalla voce di Biancaneve
Corre a portarle un gioioso saluto
Ma or da lei solo fredda lama riceve.
Mentre tra il proprio sangue crolla seduto
L'ultimo fiato stupito rilascia lieve.
 
E là ormai è da sola la principessa
Siede accanto al suo Azzurro sgozzato
Dinanzi lo specchio confida a se stessa:
”Alla Matrigna, Madre, Spirito amato
Ho peccato, ucciso, l'ho fatto per Essa
Il materno affetto avrò conquistato?”
 
Ride il bel nero volto riflesso
”Ti odio bambina questo ti dico
Non è servito: è tutto lo stesso!
Sol è stato uno spasso l'intrico,
Figlia schifosa che io sconfesso,
Per sempre derido e maledico”.
 
 
Or piange e urla e si dispera
Biancaneve corre per il castello
Arriva il buio è ormai sera
Occhi serrati, spinge il coltello
 
Testo di G.